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Si tratta di un’esperienza rivoluzionaria che permette ai visitatori del museo di conoscere meglio la vita e il lavoro del maestro, attraverso le parole della persona che più di tutti lo ha conosciuto: Dalì stesso. Il pubblico potrà, infatti, per la prima volta interagire con l’artista attraverso una serie di schermi sparsi per tutto il museo; questo è stato possibile grazie a un lavoro di raccolta e condivisione di centinaia di interviste, citazioni e filmati d’archivio. Il materiale è stato poi utilizzato “per addestrare un algoritmo di intelligenza artificiale per apprendere aspetti del volto di Dalì, quindi cercare un attore con le stesse caratteristiche fisiche generali del corpo di Dali. L’AI genera quindi una versione della somiglianza di Dali per abbinare il viso e le espressioni dell’attore. Per educare i visitato-ri mentre si interagiva con Dali Lives, il museo utilizzava autentici scritti di Dali stesso – insieme a messaggi dinamici di oggi – riadattati dall’attore – Dali Lives: Museum Bring Artist Back to Life with AI”.
Il Museo, come dimostra il progetto Dalì Lives, si impegna a rimanere sempre all’avanguardia e al passo con i tempi. Usufruisce di tecnologie innovative al fine di coinvolgere i visitatori in modo non convenzionale per trasmettere l’operato di Salvador Dalì. È la prima volta che una tecnica così rivoluzionaria viene utilizzata per presentare l’arte.

Andrea Olivari