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““Il corpo umano […] è oggi pieno di cassetti segreti, che solo la psicanalisi è capace di aprire”.”

Mostre ed eventi all’insegna dell’arte proseguono a Bologna anche in questo periodo, ospitate tra le mura accoglienti dei più importanti palazzi della città. Visitabile dal 25 novembre, la suggestiva mostra dal titolo Dalì Experience, riempie le sale di Palazzo Belloni fino al 7 maggio 2017.
Salvador Dalì, il pittore catalano dalla personalità dirompente, nasce a Figueras nel 1904 e frequenta fino al 1926 l’Accademia delle Belle Arti di Madrid, anno in cui viene espulso per indecorosità. Poco più tardi, a Parigi, entra a contatto con il movimento surrealista e conosce André Breton, Juan Mirò e Pablo Picasso. Questo è il momento più produttivo della sua carriera quando, riscontrata una certa affinità con le teorie surrealiste, vede l’opportunità di far uscire la sua personalità fuori dagli schemi.

Forme e soggetti surreali nascono dall’inconscio, dalle emozioni e dagli impulsi irrefrenabili del suo io. La maggioranza delle sue creazioni raffigura elementi ossessionatamente ricorrenti: cassetti, occhi, orologi, insetti, elefanti e figure umane innaturalisticamente deformate che si compongono in un delirante paesaggio dall’aspetto onirico. Molte delle sue immagini nasconono dalla riflessione sulle teorie psicanalitiche freudiane, come le sinuose figure femminili – dipinte o statuariamente riprodotte – dal cui corpo fuoriescono cassetti; “Il corpo umano, – usava affermare –  […] è oggi pieno di cassetti segreti, che solo la psicanalisi è capace di aprire”.
La sua produzione comprende complessivamente, dipinti, disegni, sculture e opere realizzate in vetro verso la fine degli anni ’60 del novecento.

La mostra bolognese, ormai lontana dalle statiche e obsolete esposizioni, intende coinvolgere i suoi visitatori attraverso percorsi interattivi e multimediali, in cui lo spettatore può interagire con l’opera d’arte e diventare, in molti casi, parte di essa.
Le numerose opere in esposizione, provenienti dalla collezione “The Dalì Universe”, sono composte di 100 grafiche, 4 sculture di notevole dimensione, 22 di piccola e media grandezza, 12 oggetti in oro e 10 opere in vetro colorato.
Come un via vai di formiche i visitatori entrano ed escono dalle sale del palazzo, circondati da creature e scenari surreali, persino negli ambienti più improbabili.

La Redazione

 

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