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In via delle Donzelle, a Bologna, si può visitare una bella mostra, inaugurata il 16 aprile scorso, presso la Fondazione del Monte, che ne ha promosso la realizzazione in collaborazione con ASP Città di Bologna.

“Figure del tempo barocco”, questo il titolo dell’esposizione, è a cura di Marco Riccomini, che ha dedicato il percorso d’arte a 31 dipinti dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi, l’Istituzione bolognese nata nel 1495, già “Compagnia de’ Vergognosi”, la cui missione era quella di occuparsi, con virtù cristiana, dei cittadini a cui una sorte avversa aveva negato la dignità dell’esistenza.

Il considerevole patrimonio della Compagnia, nel cui nome già si riconoscono sensibilità e cure verso le difficoltà derivanti dalla povertà, ma anche la considerazione della vergogna propria di quello stato di indigenza, si è andato costituendo nel tempo, poco per volta, attraverso i lasciti dei propri benefattori, tra cui i dipinti esposti, un tempo presenti nei palazzi delle famiglie bolognesi Venenti, Scarani, Rossi Poggi Marsili, per citarne soltanto alcune.

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Si tratta di quadri di figura del Seicento e del Settecento, quelli cosiddetti da stanza, opere di artisti bolognesi, come il Bibiena, Cesare Gennari, Ercole Graziani il Giovane o Giuseppe Varotti, a parte il Ritratto di Giovanni Francesco Rossi Poggi Marsili, la cui esecuzione si deve al Canziani, artista veronese adottato dalla città di Bologna, e Il Silenzio, riferito negli anni a più mani, e da Riccomini qui legato alla cerchia di Michele Fiammingo. Viene dato rilievo, infatti, anche a nuove attribuzioni, come la Madonna col Bambino, già riferita a Carlo Cignani, che viene ora rivista a firma di Elisabetta Sirani.

Subito ci si accorge della bella mano degli artisti, la cui formazione era avvenuta nelle botteghe, o nelle botteghe degli allievi, di maestri quali Guido Reni o Guercino, ma è interessante notare che l’intero percorso si sviluppa attraverso opere minori, perfino quando osserviamo il Cristo Salvator Mundi e il San Giuseppe, nonostante questi due ovali siano di Giuseppe Maria Crespi.

Dovuto è il riferimento ai dettagli delle cornici, che sono quelle originali, quelle cioè scelte dai pittori.

3“…Quel che oggi si vede è quel che resta – scrive Marco Riccomini nel catalogo – di raccolte disperse, di palazzi svuotati, di sale ormai spoglie”, dando così spiegazione del fatto che, attraversando le sale della Fondazione, non ci si trova di fronte ad una collezione, ma al susseguirsi di uno scenario che mette in mostra le “cose migliori”, che vuol far conoscere  non capolavori ma artisti.

Tradizione e stile che si rinnovano, quindi, in una continuità senza tempo.

Figure del tempo barocco,
Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Bologna, Via delle Donzelle 2
Fino al 12 giugno 2016

Laura Rainone

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