PMagazine

EDWARD HOPPER, il noto artista statunitense è stato in mostra a Palazzo Fava, museo della storica città di Bologna, fino al 24 luglio 2016. Presentiamo qui su PMagazine, nella sezione <Pezzi d’autore>, alcune delle 58 opere esposte alla prestigiosa mostra temporanea, provenienti dal Whitney Museum di New York.

L’esposizione è stata progettata in sei sezioni tematiche e cronologiche, “dalla formazione accademica agli anni di studio a Parigi, quando entrò in contatto con il movimento impressionista, fino ai capolavori degli anni ‘30, ‘40 e ‘50, per arrivare alle intense immagini dell’ultimo periodo.”

Hopper da inizio alla cultura pittorica americana, rappresentata anche nelle locandine pubblicitarie degli anni ’40 e ’50 del ‘900, divenute famose in tutto il mondo.
Uno stile fotografico ritraente luoghi abbandonati come le pompe di benzina, o luoghi del quotidiano lasciati vuoti come le camere da letto con i letti sfatti, o locali con uomini al bancone che bevono un drink a capo chino; luoghi silenti come fari o battelli senza persone, il tutto quasi a simboleggiare un disagio del vivere che sembra essere sospeso tra immobilità, silenzio e vuoto.
L’artista viene spesso descritto come il narratore degli Stati Uniti d’America, di luoghi rurali e di quelli metropolitani; luoghi quasi metafisici per chi guarda incantato queste opere d’arte.

La Redazione

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