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Sono state particolarmente intense le due ore trascorse presso la sede di un produttore bolognese, Lucifero’s. Due ore durante le quali titolare e responsabile dell’ufficio tecnico hanno assecondato le richieste degli studenti di Polo Michelangelo e narrato le tappe evolutive di un’azienda che ha saputo rinnovarsi negli anni seguendo le richieste del mercato, fra le quali anche quella di integrazione della luce nell’ architettura, possibilità offerta dalla tecnologia LED.

Il LED, le sue problematiche, i punti di forza e le criticità hanno fortemente suscitato la curiosità dei ragazzi ed è stata una grande soddisfazione vederli catturati da questi temi e dal fatto che oggigiorno si può illuminare tramite profili sottili, piccoli punti, tasche nel muro senza spesso percepire da dove proviene la luce, rendendo lo spazio unico protagonista.

Attualmente un apparecchio che nasce a LED è un tutt’uno tra corpo, ottica e sorgente luminosa, che diventano parti non scindibili perché progettati insieme; un sistema complesso e delicato costituito da tanti componenti, ognuno dei quali va accuratamente selezionato dal produttore, alimentatore compreso.

L’elettronica che lo alimenta e il calore che emana il LED vanno accuratamente dissipati, viceversa può avvenire un guasto e tutto l’apparecchio va sostituito.

Una bella occasione per gli studenti, toccare nel vero senso delle parola gli apparecchi smontati, e vedere come si integrano i profili sugli spigoli delle pareti o a soffitto per poi procedere alla rasatura del cartongesso, e non vedere più le parti interne dell’apparecchio ma solo l’effetto luminoso.

La grande scoperta è stata proprio capire che dietro ad un taglio luminoso nella muratura c’è un apparecchio illuminante, e che la qualità di un’azienda si valuta proprio su ciò che non si vede, ad esempio dalla facilità e velocità d’ installazione di un apparecchio nascosto nel cartongesso o nella muratura.

Anche la stabilità del colore della luce, bianco caldo, neutro o freddo, dipende dall’affidabilità dei chip LED che vengono accuratamente selezionati, cosa che non viene fatta dalle aziende a basso costo che stanno invadendo il mercato, molte provenienti dall’oriente.

Tante le finiture in cui sono disponibili le parti metalliche dei profili a vista, con l’obiettivo di soddisfare le più svariate esigenze progettuali in base all’immagine dello spazio che si va ad illuminare; dai colori standard bianco e nero al brunito, inox satinato, moka, cromo, alluminio.

Interessante per i ragazzi aver capito che tanti prodotti possono nascere dall’idea di un designer su un tema progettuale concreto, che viene sviluppato insieme con l’azienda stessa.

Avremmo potuto mai immaginare fino a pochi anni fa di poter inserire linee luminose negli spigoli interni od esterni delle pareti, o tracciare linee che da pavimento vanno a parete e soffitto senza stacchi evidenti, o di poter creare in un ambiente un’illuminazione diffusa, non solo in modo tradizionale ma con un “effetto mikado”, distribuendo la luce quasi casualmente come tante bacchette sul soffitto?

L’evoluzione del design dell’apparecchio illuminante è strettamente legata alla nascita di nuove sorgenti luminose; dalle lampade a gas che hanno dato origine alla tipica forma del lampione stradale alla lampada alogena che ha generato le prime lampade ad emissione indiretta negli ambienti e su cavi tesati tra le pareti, alla tecnologia LED che ci fa creare apparecchi estremamente piatti e sottili e si inserisce con le sue minime dimensioni nello spazio fino a smaterializzarlo.
 

Giordana Arcesilai

Hanno detto i ragazzi:

Sara Saporetti
“Mi hanno colpito gli apparecchi illuminanti in cemento alleggerito, poiché non trasmettono la pesantezza del cemento, ma sono riusciti a farlo sembrare leggero! Mi sono piaciuti molto gli angolari, ovvero le luci che vanno negli angoli o nelle colonne, e i profili che possono essere inseriti nei muri, senza che ci sia uno scalino tra il muro e la luce.”

 

Marta Zonarelli
“Una vera illuminazione! esperienza utile alla nostra crescita come Designer. Noi studenti di Polo Michelangelo, siamo rimasti abbagliati da questa loro disponibilità nel trasmetterci qualsiasi informazione utile al nostro lavoro. Ascoltare come si progetta la luce, conoscere le nuove tecnologie, acquisire nuove informazioni, scoprire come sviluppare un progetto. Una visita piena di emozioni e sensazioni legate ad un mondo che mi ha sempre affascinato: la LUCE.”

Gianluca Ghianda
“La luce ci dà la possibilità di cambiare totalmente un ambiente con un’infinità di soluzioni di materiali inusuali come ad esempio il cemento. Le sorgenti luminose a LED ci consentono di creare le più diverse installazioni”.

Sara Di Maro
“Sono rimasta affascinata dalla varietà di articoli e dalle innovative soluzioni a LED studiate nel dettaglio, che si traducono in soluzioni di grande impatto visivo negli ambienti”.

Valentina Ruffaldi
“Interessante fare lezione presso un’azienda. E’ stata un’esperienza nuova e stimolante toccare con mano i prodotti e conoscere da vicino la ricerca e l’innovazione che sono alla base di ogni progetto.”