
“Questa pasta particolarissima, che stiamo per presentarvi, nasce da una passione, e non da un lavoro vero e proprio, infatti il suo creatore è un ingegnere informatico e non uno sfoglino.”
Nell’Era del food e del food design, ovviamente non poteva mancare la pasta di design!
Siamo andati alla ricerca di novità, e abbiamo scoperto un nuovo talento, essendo la nostra redazione sempre molto attenta all’innovazione e a quei creativi non di dominio pubblico, che potremmo trovare nella casa accanto, tramite un amico o conoscendo il nostro nuovo vicino di casa… quel vicino col quale condividere un tè in una giornata piovosa, o perché no, un piatto di pasta. Quella pasta che ha reso l’Italia famosa nel mondo, pasta fresca all’uovo, pasta integrale, e pasta dal design inconfondibile, le cui forme progettate da designer per grandi pastifici, sono entrate nelle case non solo degli italiani, ma di tante famiglie in tutto il mondo. Questa volta, però, la pasta non è italiana, ma creata dall’estro di un talento svizzero, Urs Bratschi, dal Canton Argovia.
Questa pasta particolarissima, che stiamo per presentarvi, nasce da una passione, e non da un lavoro vero e proprio, infatti il suo creatore è un ingegnere informatico e non uno sfoglino. Essendo abituato a lavorare con la logica, Urs Bratschi ha attuato il pensiero analitico a questo settore, generando così un tipo di pasta mai vista; il tutto ha avuto inizio quattordici anni fa, acquistando per puro diletto una sfogliatrice, con il semplice desiderio di fare pasta fresca in casa.
Analisi, ricerca, risoluzione dei problemi, sono pane quotidiano per l’ingegnere e, incominciando ad impastare, non solo ha imparato le peculiarità dell’impasto, ma come esso si comporta alla pressione, quanto può essere spesso o sottile, e come reagisce al passar del tempo. Tutto questo ha contribuito a generare la pasta che vediamo in foto.
Vedendo la passione nata per l’impasto, un collega di Bratschi ha fatto un’osservazione…
L’aspetto più interessante di questo progetto, risiede nel non applicare solamente il colore a singole sfoglie di pasta, ma nell’assemblare in blocchi impasti dai colori diversi, che sono stati successivamente pressati, sovrapposti e ricomposti, al fine di creare dei motivi particolarissimi, come fossero delle pitture su tele, portati alla luce una volta che l’impasto viene tagliato.
Avendo oramai superato la soglia di semplice pasta fresca, così definibile, ed essendo diventata una vera opera d’arte, per far si che la sfoglia non si crepi e diventi duratura nel tempo, Urs Bratschi ha iniziato un lavoro di ricerca, prove, test, come succede sempre nel campo informatico, al fine di trovare la soluzione per renderla durevole; da qui giunge l’intuizione di fondere pezzi di pasta in resina trasparente, generata mediante una cottura giusta e una tempistica ben precisa, per evitare che si formino bolle d’aria; entra così in campo la chimica e tanta pazienza, virtù dei forti. La resina, successivamente, deve polarizzare, in modo tale da far diventare la pasta, un tempo morbida, solida.
Come afferma Urs Bratschi “i limiti sono spesso problemi tecnici mascherati”, ed i problemi, per un ingegnere informatico, devono essere risolti… questo metodo di lavoro è stato applicato per puro diletto in cucina, dando origine a un nuovo tipo di pasta.
Da prendere come esempio, questo creativo, nella cui vita la parola “impossibile”, non esiste!
Maria Alessandra Faccenda





