In un periodo storico nel quale siamo tempestati ogni giorno da notizie, recensioni ed immagini di qualsiasi tipo di prodotto, diventa sempre più difficile per la nostra redazione, occupandoci di design, architettura, arte, viaggi, cultura e tanto altro, trovare novità di qualità che catturino la nostra attenzione, ma soprattutto quella dei nostri lettori.
Vogliamo presentarvi in questo nuovo numero, un architetto donna, di grande talento, che collabora con artigiani per creare i suoi progetti… il suo nome è Lyzadie Renault, originaria della Nuova Caledonia e di adozione Neozelandese.
La natura della Nuova Zelanda, terra nella quale è cresciuta dall’adolescenza in poi, ha ispirato, ed ispira tutt’ora l’architetto nella progettazione di particolari complementi d’arredo, identificati da materiali naturali e di riciclo; arredi che vanno ad arricchire le abitazioni, e che non passano inosservati.
Ho scelto di presentarvi l’architetto Lyzadie Renault, essendo divenuta a me tanto cara la Nuova Zelanda, dopo un viaggio fatto intorno al mondo, che mi ha portata a conoscere da vicino il popolo neozelandese.
Ecosostenibilità è l’aggettivo che identifica le creazioni dell’architetto Renault, poiché i suoi arredi nascono dal recupero di legni della Nuova Zelanda, che vengono identificati da artigiani specializzati, per una successiova lavorazione.
Quello che vogliamo sottoporre alla vostra attenzione, in particolare, è una porta progettata da Lyzadie, totalmente differente dalle porte alle
Una porta che non passerà mai di moda, poiché non segue le mode, ma i dettami dell’arte, la quale ci può far solo immaginare cosa ci sarà dalla parte opposta di essa; sicuramente un ambiente raffinato, elegante e contemporaneo al tempo stesso, realizzato con materiali naturali provenienti dalla Nuova Zelanda.
LETSWEAVE, ispirata ai tessuti Māori, è stata realizzata artigianalmente con legni di recupero, donando loro una nuova vita; essa come racconta l’architetto Lyzadie “reinterpreta una soglia funzionale come un gesto silenzioso e simbolico. Non è semplicemente un punto d’ingresso, ma un momento di pausa, un’opera d’arte accogliente che porta con sé storia, narrazione e integrità materiale nella casa.”
Come si può vedere nella foto, la porta viene generata tramite un intreccio, che rievoca lo Sheree, un’antica pratica artistica basata sull’intreccio di materie vegetali. Questa tecnica dona dinamicità visiva alla porta, e la rende unica nel suo genere.
Maria Alessandra Faccenda




