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La Tecnologia che genera Arte… TeamLab

“All’interno di questo mondo, varie opere dialogano tra loro senza confini…”

Arte e natura sono da sempre due realtà connesse e inscindibili, due mondi in stretto contatto tra loro che nel corso dei secoli si sono influenzati a vicenda tanto che è lecito chiedersi se esista un vero confine tra di essi. Spesso nella natura ritroviamo quelle geometrie che tanto ispirarono gli scultori e gli architetti classicisti, e l’impeto di una tempesta o l’immensità di un paesaggio montano mosse il pennello dei primi pittori romantici, ma come può un artista di oggi raccontare la natura?

2024, anno di inaugurazione del collettivo internazionale TeamLab nel quartiere di Haften City, nella città di Amburgo.La tecnologia avanza e di conseguenza anche l’arte digitale, nuovo modo di creare attività esperienziali con il pubblico, senza confini e senza limiti. L’opera d’arte viene concepita non più all’interno di uno spazio circoscritto, e vincolata ad un determinato tipo di materiale di supporto sul quale viene creata ma, pensata, ideata e generata in maniera immersiva, trascendendo confini, mediante la tecnologia.

TeamLab, ospitato in maniera permanente presso il Museo Digitale della città di Amburgo, vanterà uno spazio con una superficie di 7.000 mq e un’altezza di 10 mt, organizzata in maniera labirintica, all’interno della quale il visitatore potrà immergersi in un mondo digitale esperienziale. All’interno di questo mondo, varie opere dialogano tra loro senza confini, basandosi proprio sulla teoria sostenuta da TeamLab “il tutto esiste in continuità, in un ambiente senza confini”.

Questo concetto permette al visitatore di ammirare le opere, non solo immergendosi in esse, creando così un rapporto tra la propria persona ed il mondo digitale, ma osservandole in maniera continua, non essendoci uno stacco netto tra un’opera e l’altra. Pertanto viene concepita una nuova tipologia di mostra, differente dai diversi musei presenti nel mondo, nei quali le opere vengono esposte ed il visitatore per ammirarle e concepirle deve distogliere lo sguardo tra un’opera e l’altra, essendo ideate e realizzate da artisti differenti, con concezioni filosofiche diverse tra esse, oltre ad appartenere ad epoche diverse e movimenti artistici differenti.

A questo punto potremmo chiederci come si evolverà lo spazio e la sua progettazione nei decenni futuri… verrà anch’esso concepito come non più circoscritto ma senza confini? Questo lo scopriremo solo tra qualche anno, per ora ci basta sapere che la tecnologia ha dato il via ad una sua evoluzione.

Nicolò Andrioli