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Le nuove frontiere dei tessuti NASA

“Quando si parla di NASA, la nostra mente ci catapulta immediatamente nello spazio, tra space shuttle ed astronauti che levitano all’interno di navicelle o nell’immensità dell’universo.”

Arte e natura sono da sempre due realtà connesse e inscindibili, due mondi in stretto contatto tra loro che nel corso dei secoli si sono influenzati a vicenda tanto che è lecito chiedersi se esista un vero confine tra di essi. Spesso nella natura ritroviamo quelle geometrie che tanto ispirarono gli scultori e gli architetti classicisti, e l’impeto di una tempesta o l’immensità di un paesaggio montano mosse il pennello dei primi pittori romantici, ma come può un artista di oggi raccontare la natura?

Design e moda sono sempre stati la mia passione, da quando redigo articoli per PMAGAZINE – La Trilogia del Design, mi sono appassionata ulteriormente a questi settori, essendo la rivista molto attenta alla ricerca di nuove tendenze e all’innovazione tecnologica. In questo articolo andrò a presentare un prodotto di design che è stato ideato e progettato da ingegneri della NASA, infatti quando il design incontra l’ingegneria, genera non solo innovazione, ma una vera e propria rivoluzione nel settore, che andrà di conseguenza a modificare la concezione stessa di un prodotto.

Quando si parla di NASA, la nostra mente ci catapulta immediatamente nello spazio, tra space shuttle ed astronauti che levitano all’interno di navicelle o nell’immensità dell’universo. In questo caso specifico, siamo andati alla ricerca di tessuti innovativi, progettati da NASA, per vedere come potrà cambiare il mondo del design e della moda, nel prossimo futuro.

Il nuovo materiale che vi stiamo per presentare, si ispira ad una cotta di maglia, la quale da rigida diventa flessibile, a comando, sotto pressione. La cotta di maglia, per chi non sapesse cos’è, è un’armatura a veste, costituita da una maglia metallica. Nell’antichità i guerrieri la indossavano per andare in guerra; ai tempi nostri, la cotta di maglia viene utilizzata nei guanti dei salumieri, per tagliare la carne.

Questo nuovo materiale, sviluppato dagli ingegneri del Caltech e del JPL, che si trasforma da pieghevole e fluido, in forme solide specifiche, ha notevoli potenzialità ed applicazioni come tessuto intelligente per esoscheletri, e può essere utilizzato come cast adattivo per un infortunio, in modo da regolare la sua rigidità, mano a mano che la ferita guarisce.

Come afferma Chiara Daraio, Professoressa G. Bradford Jones del Caltech, di Ingegneria meccanica e fisica applicata “Volevamo realizzare materiali in grado di modificare la rigidità a comando. Ci piacerebbe creare un tessuto che

passi da morbido e pieghevole a rigido e portante in modo controllabile. Un esempio tratto dalla cultura popolare potrebbe essere il mantello di Batman del film Batman Begins del 2005, che è generalmente flessibile ma può essere reso rigido a piacimento quando il Crociato Incappucciato ne ha bisogno come superficie di scivolamento.

Materiali che cambiano proprietà in modi simili esistono già intorno a noi. Pensa al caffè in un sacchetto sottovuoto. Quando è ancora confezionato, è solido, attraverso un processo che chiamiamo ‘inceppamento’. Ma non appena si apre la confezione, i fondi di caffè non sono più incastrati tra loro e si possono versare come se fossero un liquido”.

 Questo particolarissimo ed innovativo tessuto a maglia, dà quindi la possibilità ai designer di prodotto di pensare a nuove concezioni di accessori design; infatti il design più interessante nasce quando entra in collaborazione diretta con l’ingegneria, essendo il suo compito, non solo quello di creare stile ed estetica, ma innovazione e funzionalità.

“Nel lavoro parallelo sulle cosiddette superfici intelligenti, che sono superfici che possono cambiare forma in configurazioni specifiche a piacimento, Daraio, insieme allo studioso post-dottorato Ke Liu e allo studente in visita Felix Hacker, ha recentemente dimostrato un metodo per controllare la forma di una superficie incorporando reti di elastomeri a cristalli liquidi reattivi al calore (LCE), sottili strisce di polimero che si restringono quando riscaldate. Questi LCE contengono bobine di riscaldamento estensibili che possono essere caricate con corrente elettrica, che le riscalda e le fa contrarre. Mentre gli LCE si contraevano, tiravano il materiale flessibile in cui erano incorporati e lo comprimevano in una forma solida preprogettata – NASA.”

A questo punto, continuerà la nostra ricerca sull’innovazione, per potervi tenere aggiornati nei prossimi mesi, sulle novità ideate e sviluppate dagli ingegneri NASA.